Benessere e comfort acustico sono elementi da non trascurare nella scelta della casa, in quanto luogo in cui si ricerca solitamente la tranquillità e la serenità dopo la caoticità del tramtram della giornata lavorativa.
L’aspetto acustico in Italia è stato però per molti anni sottovalutato sia dai costruttori che dagli acquirenti e solo in questi anni si sta iniziando a dare una maggiore importanza – soprattutto a causa dell’aumento dei contenziosi in tribunale che riguardano appunto le qualità acustiche passive degli edifici.
Come facciamo però ad accertarci del buon isolamento acustico della nostra casa?
In Italia la classificazione acustica degli edifici è ancora oggi solo volontaria e sta a noi quindi richiederla!
La normativa attualmente vigente è il DPCM 5-12-1997, che indica i valori minimi di isolamento dai rumori che gli edifici devono avere in opera.
Un consiglio a chi si sta accingendo a comprare casa è quello comunque di porre particolare attenzione a quest’aspetto ed eventualmente di aggiungere un’apposita clausola nei contratti di acquisto, dove vengono definiti i valori di isolamento che si desiderano, quanto meno quelli indicati nella normativa - R'w>=50 dB con le abitazioni adiacenti; D'nT,w>=40 dB per facciata e tetto, se il sottotetto è abitabile; L'n,w<=63 dB per rumori da calpestio – e richiesto un collaudo a lavori finiti con misurazioni in opera.
Nel caso in cui, infatti, un edificio di nuova costruzione non rispetti i valori definiti nel DPCM, la responsabilità può ricadere:
- sul progettista, nel caso non si siano considerati i requisiti acustici in fase di progettazione;
- sul costruttore, nel caso non abbia costruito in conformità ai parametri richiesti;
- sul committente, nel caso in cui non abbia richiesto la verifica dei parametri prima di rivendere a terzi.
In Italia ancora non è obbligatoria la UNI 11367 - “Acustica in edilizia - Classificazione acustica delle unità immobiliari - Procedura di valutazione e verifica in opera” – ma è solo volontaria. Questa normativa uscita a livello europeo a luglio 2010 definisce la classificazione acustica degli edifici, così da informare i (più o meno futuri) proprietari sulle caratteristiche acustiche dell’abitazione. Essa, come accade per la certificazione energetica, prevede differenti classi di efficienza acustica: dalla I, la più alta e quindi più “silenziosa”; alla IV “più rumorosa”.
Anche se ancora in attesa di una normativa che regolarizzi la UNI nel nostro Paese, si raccomanda di fare sempre attenzione all’isolamento acustico di una casa, che non è sempre garantito dalla presenza dell’isolamento termico o dalla certificazione energetica, e di prediligere comunque quei costruttori che già oggi costruiscono secondo questi standard.


